Philodendron pterotum – Filodendron Pterotum
Philodendron pterotum K.Koch & Augustin è uno dei filodendri più caratteristici dell'America Centrale, appartenente alla sezione Philodendron, sottosezione Platypodium. La specie fu descritta nel 1855 nell'Index Seminum berlinese e nel 1952 nuovamente, questa volta con il nome Philodendron mirificum Standl. & L.O.Williams, oggi considerato un sinonimo. L'epiteto latino pterotum significa «alato» e si riferisce alla caratteristica più appariscente della pianta: le ali ondulate e dentellate che corrono lungo i margini dei piccioli. In inglese la specie è talvolta chiamata winged philodendron.
Nel genere Philodendron, che comprende diverse centinaia di specie, i piccioli alati sono rari; per questo P. pterotum suscita da anni l'interesse dei collezionisti di aracee. È una pianta grande, con foglie che in natura superano il metro di lunghezza, e richiede calore e un'elevata umidità dell'aria. Nel clima temperato europeo viene coltivata esclusivamente al coperto, in vaso con un solido tutore. È possibile coltivarla da seme, ma servono materiale di semina fresco e pazienza, perché i caratteri tipici della pianta adulta compaiono solo dopo alcuni anni.
Descrizione botanica e portamento della pianta
Philodendron pterotum cresce generalmente come emiepifita o epifita: germina sul terreno o nell'humus accumulato su un albero, poi si arrampica lungo il tronco aderendo a esso con il fusto e le radici avventizie. Nelle zone di pianura si incontrano anche esemplari terrestri con fusti spessi e striscianti. Il fusto presenta internodi corti, con un diametro di 2–8 cm; nelle piante più vecchie diventa bruno e si ricopre di fessurazioni longitudinali. Tutte le parti della pianta contengono una linfa che, dopo il taglio, si ossida diventando arancione e ha un odore speziato e pepato.
I piccioli sono eretti o divaricati, lunghi 47–111 cm, di sezione a D, con pallide striature longitudinali. Lungo i loro margini corrono strette ali erette, ondulate e finemente crenulate. La lamina fogliare è ovata, misura 36–93 cm di lunghezza e 22–84 cm di larghezza, presenta una base ampiamente cordata con lobi posteriori nettamente più piccoli e un apice improvvisamente acuminato. La superficie superiore della lamina è verde scuro, da opaca a leggermente lucida, mentre quella inferiore è nettamente più chiara. Le foglie sono spesse e carnose.
Velocità di crescita e sviluppo
Come la maggior parte dei grandi filodendri rampicanti, questa specie attraversa un evidente cambiamento di portamento nel corso della vita. Le piantine hanno piccole foglie cuoriformi su piccioli lisci e crescono lentamente durante i primi mesi. Solo quando la pianta inizia ad arrampicarsi su un supporto e sviluppa un forte sistema di radici avventizie, ogni foglia successiva diventa più grande e i piccioli assumono la caratteristica alatura. In coltivazione domestica, i caratteri adulti completi si ottengono di solito dopo 2–4 anni; le piante prive di supporto, invece, si fermano allo stadio intermedio.
La velocità di crescita è moderata: nella stagione calda, con buona umidità e luce, la pianta produce diverse foglie, mentre in inverno la crescita si arresta quasi del tutto. Gli internodi corti fanno sì che anche un esemplare alto rimanga compatto e densamente ricoperto di foglie. I filodendri sono piante longeve: un esemplare coltivato correttamente può crescere per decenni e, dopo il taglio dell'apice, riprende a crescere dalle gemme laterali.
Fioritura e propagazione
In natura, Philodendron pterotum fiorisce principalmente da maggio ad agosto, all'inizio della stagione delle piogge, anche se frutti e infiorescenze sfiorite venivano raccolti durante tutto l'anno. All'ascella delle foglie si sviluppano 2–4 infiorescenze su peduncoli lunghi 4–12 cm. La spata è lunga 11–29 cm e presenta un apice appuntito. La sua parte superiore, la lamina, è verde chiaro all'esterno e biancastra verdognola all'interno; il tubo è rossastro, porpora fino a viola scuro o verde scuro all'esterno, con striature bianche alla base, e rosso fino a cremisi all'interno. Lo spadice è bianco. Le infiorescenze sono visitate da coleotteri e nel tubo spesso nidificano le formiche.
Il frutto è una bacca, da matura dal marrone chiaro al bianco, contenente piccoli semi. In natura, i semi vengono dispersi dagli animali che mangiano la polpa. In coltivazione, la pianta si propaga soprattutto tramite talee apicali e frammenti di fusto con un nodo, oltre che per seme, metodo che offre ai collezionisti le maggiori soddisfazioni perché consente di osservare l'intero ciclo di sviluppo della pianta, dalla piantina all'esemplare adulto.
Esigenze ambientali e tolleranza
L’areale naturale della specie si estende dal Nicaragua, passando per la Costa Rica, fino alla parte centrale di Panama, su entrambi i versanti dell’istmo - sui pendii atlantici e pacifici. La pianta vive nelle foreste tropicali umide e pluviali dal livello del mare fino a circa 1900 m s.l.m., ma è più abbondante al di sotto dei 700 m. In Costa Rica è stata osservata, tra gli altri luoghi, nella penisola di Osa e nel Parco nazionale del Corcovado. Questo ambiente è caratterizzato da un’elevata umidità dell’aria durante tutto l’anno, precipitazioni abbondanti e temperature che raramente scendono al di sotto di 18–20 °C.
Da queste condizioni derivano le esigenze di coltivazione: la specie non tollera il gelo, le correnti d’aria né l’aria troppo secca, mentre le piante giovani soffrono il sole intenso. In piena terra può crescere solo nella zona USDA 11. È invece piuttosto tollerante all’ombra - in natura cresce sotto la volta della foresta - e si adatta bene alla coltivazione in vaso, a condizione di avere un sostegno stabile e un substrato arioso.
Coltivazione nei climi temperati
Nelle regioni più fredde d’Europa, Philodendron pterotum è una pianta esclusivamente da interno o da serra. La temperatura dovrebbe mantenersi tutto l’anno tra 18 e 28 °C; la pianta tollera un calo di breve durata fino a 15 °C, ma valori inferiori rallentano la crescita e favoriscono il marciume radicale. In estate, quando le notti sono calde, il vaso può essere collocato su una terrazza o un balcone riparato dal vento, in mezz’ombra.
Il substrato dovrebbe essere leggero e arioso, simile all’humus che si accumula sui tronchi degli alberi: una miscela di corteccia fine, torba o fibra di cocco, perlite e carbone vegetale. Si annaffia regolarmente, mantenendo il terriccio leggermente umido e lasciando asciugare lo strato superficiale tra un’annaffiatura e l’altra. Un’umidità dell’aria del 60–80 % è importante per il corretto sviluppo delle grandi foglie; durante la stagione del riscaldamento è consigliabile usare un umidificatore. Nel periodo di crescita, la pianta va concimata ogni 3–4 settimane con un fertilizzante per piante verdi a metà dose; in inverno la concimazione va sospesa. È indispensabile un sostegno solido - un tutore rivestito di muschio o una tavoletta - al quale la pianta si fissa con le radici avventizie.
Utilizzo nel giardinaggio ornamentale
Philodendron pterotum è una specie da collezione, raramente presente nella produzione vivaistica su larga scala. Viene coltivata per le grandi foglie verde scuro e gli esclusivi piccioli alati, che conferiscono alla pianta un carattere scultoreo. Dà il meglio di sé come esemplare solitario su un supporto alto in un ambiente luminoso, in un giardino d'inverno o in una serra, dove con il tempo forma una parete verde. Si abbina bene ad altre aracee con una diversa consistenza delle foglie, per esempio a specie con lamine vellutate o fortemente venate.
È importante ricordare che, come tutti i filodendri, la pianta contiene cristalli di ossalato di calcio. L'ingestione di frammenti delle foglie provoca bruciore e gonfiore del cavo orale, mentre la linfa può irritare la pelle; per questo è necessario collocare l'esemplare fuori dalla portata di bambini e animali domestici e indossare guanti durante la potatura.
Storia ed etimologia del nome
Il nome del genere Philodendron deriva dal greco e significa «amante degli alberi» - una descrizione appropriata del portamento rampicante ed epifita della maggior parte delle specie. L'epiteto pterotum deriva dalla parola greca pteron, «ala», e fa riferimento alle alette presenti sui piccioli delle foglie. La specie fu descritta nel 1855 da Karl Heinrich Emil Koch e Augustin sulla base di piante coltivate nell'Orto Botanico di Berlino, in un'epoca in cui gli orti botanici europei importavano intensamente aracee dall'America tropicale. Lo studio dettagliato moderno della specie si deve a Thomas Croat del Missouri Botanical Garden, autore della revisione dei filodendri dell'America Centrale.
A chi è destinata questa specie
Philodendron pterotum è consigliato ai collezionisti di aracee e a chi ha già esperienza con le piante tropicali rampicanti e dispone di un luogo caldo, luminoso e umido - una serra, una mini serra, un giardino d'inverno o una stanza ben illuminata con umidificatore. La semina richiede pazienza e attenzione alla temperatura, perciò la difficoltà di coltivazione è considerata moderata. Non è una pianta adatta a un davanzale freddo né alla coltivazione in piena terra nei climi temperati.
Riepilogo
Philodendron pterotum è un imponente filodendro rampicante delle foreste umide di Nicaragua, Costa Rica e Panama, caratterizzato da piccioli alati e foglie che in natura raggiungono oltre un metro di lunghezza. In coltivazione necessita di calore, aria umida, un substrato arioso e un supporto robusto; non tollera il gelo, perciò in Europa viene coltivato in contenitore al riparo.Status di conservazione della specie non è stato ancora valutato dall'IUCN; nel suo areale, che comprende tra gli altri il Parco Nazionale del Corcovado, la pianta è segnalata come comune o abbastanza frequente.