Dahlia imperialis – Dalia gigante
Dahlia imperialis, nota come dalia gigante, dalia arborea o, nei Paesi anglosassoni, bell tree dahlia, è la specie più alta del genere Dahlia e una delle piante perenni più spettacolari da introdurre in un giardino dal carattere esotico. Mentre le comuni dalie da giardino raramente superano 1,5 m, la loro parente montana in una sola stagione svetta per diversi metri, formando una colonna di fusti simili a canne di bambù, sormontata da una chioma di grandi foglie pennate. La specie fu descritta nel 1863 da Benedikt Roezl e Karl Eduard Ortgies, e l’epiteto imperialis - imperiale - ne esprime perfettamente la maestosità.
Nonostante le dimensioni imponenti, non è una pianta riservata esclusivamente ai collezionisti. Nelle regioni miti d’Europa cresce in piena terra senza particolari accorgimenti, mentre nei climi temperati più freddi può essere coltivata come una dalia comune: estraendo i tuberi per l’inverno e ripiantandoli in primavera. Richiede soltanto di comprenderne il ritmo: la pianta cresce per tutta l’estate e fiorisce solo quando le giornate si accorciano, alle soglie dell’inverno.
Descrizione botanica e portamento della pianta
Dahlia imperialis appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è una pianta perenne tuberosa che, nei climi caldi, assume la forma di un arbusto rampicante o di un piccolo albero. Dalle radici tuberose spuntano fusti eretti, quadrangolari e cavi, con nodi evidentemente ingrossati distanziati di circa 30 cm. Il loro diametro è solitamente di 3-5 cm, mentre negli esemplari più vecchi e parzialmente lignificati raggiunge circa 10 cm. In coltivazione la pianta raggiunge generalmente 2-6 m di altezza; negli habitat montani naturali sono stati osservati esemplari di 8-10 m e, secondo alcune fonti, anche più alti.
Le foglie sono opposte, grandi, doppiamente o triplicemente pennate, con ampie foglioline verde scuro e dentate, simili a quelle del sambuco. Con la crescita, le foglie inferiori cadono, facendo assomigliare ancora di più i fusti nudi e segmentati a canne di bambù. L’intera pianta è succulenta e tenera: i fusti sono costituiti in gran parte da acqua, il che spiega sia la crescita rapidissima sia la sensibilità al gelo e al vento.
Velocità di crescita e sviluppo
La dalia gigante inizia la vegetazione in primavera a partire dai tuberi conservati nel terreno o in cantina. All’inizio cresce relativamente lentamente, ma in piena estate accelera e può crescere fino a 30 cm alla settimana, raggiungendo la piena altezza stagionale nell’arco di 4-5 mesi. Le osservazioni dei giardinieri delle regioni dal clima mite mostrano che ad agosto la pianta raggiunge circa 2-3 m, mentre in autunno, con l’accorciarsi delle giornate, aggiunge altri 2 m o più poco prima della fioritura.
In un clima senza gelate, i fusti sopravvivono per diverse stagioni, lignificano alla base e di anno in anno diventano sempre più spessi. Dove in inverno si verificano gelate, la parte aerea muore e la pianta ricresce in primavera dai tuberi e dalla corona radicale. Le piante ben radicate sono longeve e ogni anno emettono un numero crescente di fusti, formando col tempo un cespo fitto e costituito da numerosi fusti. I tuberi giovani sono invece sensibili ai marciumi, perciò nei primi anni è particolarmente importante un buon drenaggio.
Fioritura e propagazione
Le infiorescenze, cioè i tipici capolini delle Asteraceae, hanno un diametro di 7,5–15 cm e sono riunite in pannocchie lasse e ramificate all’apice dei fusti. Pendono o si inclinano verso il basso come campanelle, caratteristica distintiva della specie. I fiori ligulati sono di colore lavanda o rosa-lilla, mentre i fiori tubulosi centrali sono gialli. In coltivazione sono note anche forme bianche e varietà dai fiori doppi, bianchi e rosa. Ogni fusto può produrre da alcuni fino a venti capolini.
Dahlia imperialis è una pianta brevidiurna. Forma i boccioli solo dopo una serie di notti lunghe, perciò la fioritura avviene in autunno inoltrato – nelle regioni miti dalla fine di ottobre a dicembre. È proprio questo il motivo per cui nelle zone più fredde d’Europa la piena fioritura è rara: le prime gelate arrivano spesso prima che i boccioli si aprano. I fiori sono visitati abbondantemente dalle api e da altri impollinatori. In coltivazione la pianta si propaga per seme, per divisione dei tuberi e tramite talee di fusto – sezioni di fusto lunghe circa 30 cm con almeno due nodi, disposte orizzontalmente in un substrato umido.
Esigenze ambientali e tolleranza
L’areale naturale della specie comprende le montagne del Messico, del Guatemala, dell’Honduras, di El Salvador, del Nicaragua, del Costa Rica e di Panama, estendendosi fino alla Colombia e all’Ecuador. La pianta vive in boscaglie umide, pendii ripidi, prati umidi e margini delle foreste di pini e querce, a quote comprese tra 1200 e 3800 m s.l.m., più frequentemente tra 1500 e 1700 m. Il clima di questi altopiani è caratterizzato da notti fresche, estati umide e inverni secchi e miti, mentre i terreni sono porosi, sabbioso-argillosi, spesso con una componente ghiaiosa.
Da ciò derivano le esigenze di coltivazione: pieno sole o leggera mezz’ombra, un substrato fertile e costantemente umido ma drenante, oltre alla protezione dal vento. La pianta tollera piogge prolungate, purché l’acqua non ristagni presso le radici. Non sopporta invece la siccità, il caldo accompagnato da aria secca né il gelo. Temperature inferiori a 0 °C danneggiano i fusti pieni d’acqua, mentre i tuberi nel terreno superano l’inverno soltanto nella zona USDA 8 e in quelle più calde (la Royal Horticultural Society RHS assegna alla specie una valutazione di resistenza al gelo H3). Il pH del terreno ha un’importanza secondaria: la dalia cresce sia in terreni leggermente acidi sia neutri o alcalini.
Coltivazione in climi temperati
Nelle regioni più fresche d’Europa, la dalia imperiale si coltiva come le dalie da giardino. I tuberi si piantano in piena terra dopo la fine delle gelate, nella posizione più calda e riparata possibile, preferibilmente sul lato sud o ovest di un muro oppure di una siepe di arbusti sempreverdi che proteggano dal vento. È consigliabile conficcare robusti tutori, canne di bambù o pali metallici già al momento della messa a dimora, e legare i fusti ogni 50–60 cm con uno spago morbido, lasciando spazio per il loro ingrossamento. Il terreno dovrebbe essere arricchito con compost e coperto con una pacciamatura che limiti l’evaporazione.
Per tutta la stagione la pianta necessita di annaffiature abbondanti: è meglio irrigare meno spesso ma in profondità, anziché poco ogni giorno. In primavera e all’inizio dell’estate si può utilizzare un fertilizzante equilibrato, mentre dalla fine dell’estate è consigliabile ridurre l’apporto di azoto a favore di potassio e fosforo, per non stimolare un’ulteriore crescita a scapito dei boccioli. Dopo la prima gelata, i fusti si tagliano bassi, i tuberi si estraggono, si lasciano asciugare per uno o due giorni e si conservano in torba o vermiculite leggermente umida, a una temperatura di circa 5–10 °C. Nelle regioni miti, dove il terreno non gela, è sufficiente tagliare i fusti e coprire il ceppo con uno strato spesso, di una quindicina di centimetri, di pacciamatura.
La coltivazione in contenitore è possibile, anche se i giardinieri esperti generalmente non la consigliano: la pianta richiede un vaso molto grande e raggiunge dimensioni nettamente inferiori. Una soluzione intermedia è la coltivazione in una serra alta o in un’orangerie, dove la dalia arborea è protetta dal vento e dalle gelate precoci e ha quindi le maggiori probabilità di fiorire pienamente in autunno. Tra le malattie e i parassiti bisogna considerare afidi, cicaline, acari, limacce, oidio e muffa grigia, gli stessi problemi che colpiscono le dalie da giardino.
Impieghi nel giardinaggio ornamentale
Dahlia imperialis è una pianta dal carattere fortemente architettonico. Viene coltivata soprattutto per il portamento: in una sola estate crea una parete verde dall’aspetto tropicale, che può essere utilizzata come sfondo di un’aiuola di erbacee perenni, come siepe viva per nascondere una recinzione o come esemplare isolato accanto alla parete della casa. Si abbina perfettamente a banani, canne, miscanthus, ricino e altre piante dalle grandi foglie esotiche, costituendo l’asse dei cosiddetti giardini in stile giungla.
Nelle regioni dall’autunno mite, la sua fioritura di novembre è uno degli ultimi accenti colorati della stagione: i capolini penduli color lavanda, a diversi metri d’altezza, si ammirano al meglio dal basso, sullo sfondo del cielo chiaro. La pianta è inoltre preziosa per gli insetti, perché fornisce nettare quando le altre fonti di nutrimento sono ormai esaurite.
Significato culturale, storia ed etimologia del nome
Il nome del genere Dahlia commemora il botanico svedese Anders Dahl, allievo di Linneo, mentre l’epiteto imperialis significa «imperiale» in latino e richiama la crescita maestosa della pianta. Nel Messico precolombiano, le dalie erano conosciute dagli Aztechi come acocotli, traducibile come «tubo per l’acqua»: i fusti cavi della dalia arborea servivano effettivamente come semplici condutture e recipienti per l’acqua. I tuberi delle dalie venivano consumati e le analisi moderne indicano che contengono fino al 13% di zuccheri, il che li rende una potenziale coltura da radice. In Guatemala, la comunità Q'eqchi' di San Pedro Carchá consuma ancora oggi le foglie di D. imperialis come integrazione della dieta, mentre nella medicina popolare la pianta veniva utilizzata contro la febbre, i disturbi renali e le infezioni del cavo orale. Le piante messe a dimora fitte servono anche come recinzioni vive. La specie arrivò nei giardini europei nella seconda metà del XIX secolo grazie al collezionista ceco di piante Benedikt Roezl e raggiunse la massima popolarità in California, Australia, Nuova Zelanda e nei giardini mediterranei.
Per chi è adatta questa specie
La dalia gigante è indicata per i giardinieri che amano l’effetto «wow» e dispongono di spazio per una pianta alta diversi metri. Offre le maggiori soddisfazioni nei giardini dall’aspetto esotico e nelle zone in cui l’autunno è lungo e mite. Nei climi temperati più freddi richiede un po’ più di impegno - lo scavo annuale dei tuberi e robusti sostegni - ma in cambio regala un portamento tropicale unico, che nessun’altra erbacea perenne può offrire. Non è invece una buona scelta per i piccoli balconi né per i normali vasi, e chi desidera una fioritura regolare nelle regioni soggette a gelate precoci dovrebbe valutare la coltivazione in ambiente protetto.
Riepilogo
Dahlia imperialis combina una crescita rapidissima, un portamento simile a quello del bambù e fiori tardivi campanulati in una pianta capace di trasformare l’aspetto del giardino in una sola stagione. Richiede sole, un substrato fertile e umido, protezione dal vento e protezione dei tuberi dal gelo, ma per il resto non presenta particolari difficoltà. In natura la specie è minacciata dalla perdita dell’habitat dovuta alla deforestazione; per questo nella Lista rossa IUCN figura come prossima alla minaccia (NT, Near Threatened). La coltivazione in giardino resta uno dei modi per preservare questa straordinaria pianta nella cultura.