Adansonia madagascariensis - Baobab del Madagascar
Adansonia madagascariensis, il baobab del Madagascar, è una delle sei specie di baobab presenti esclusivamente in Madagascar e una delle otto specie dell'intero genere Adansonia. Appartiene alla famiglia delle malvacee (Malvaceae), che comprende anche ibisco, cacao e cotone. Fu descritto nel 1874 dal botanico francese Henri Ernest Baillon nella rivista Adansonia, il cui titolo - come il nome del genere - commemora il naturalista del XVIII secolo Michel Adanson, studioso dei baobab senegalesi.
Tra i baobab malgasci, questa specie si distingue per i frutti relativamente piccoli, i fiori rosso scuro che si aprono al crepuscolo e la capacità di crescere in habitat più umidi rispetto ai suoi parenti del secco sud dell'isola. Per i coltivatori europei è un'interessante pianta da collezione: già le giovani piantine sviluppano un fusto ingrossato a forma di bottiglia e la specie cresce più rapidamente dell'africano Adansonia digitata, permettendo di ottenere l'effetto di "albero bottiglia" in vaso nel giro di alcune stagioni.
Descrizione botanica e portamento della pianta
Il baobab del Madagascar è un albero deciduo che, secondo la maggior parte delle fonti, raggiunge da 5 a 20 m di altezza; alcuni studi riportano che gli esemplari più imponenti, in condizioni favorevoli, possono arrivare a circa 30 m. Il tronco è a forma di bottiglia o cilindrico, fortemente ingrossato, negli esemplari più grandi misura diversi metri di diametro e rimane non ramificato fino alla chioma. La corteccia è liscia, grigio chiaro, mentre la chioma è rada e irregolare, composta da rami eretti, orizzontali o penduli.
Le foglie sono palmate, composte da 5-7 foglioline a margine intero, inserite su lunghi piccioli. I fiori si sviluppano singolarmente all'ascella delle foglie; sono grandi e intensamente profumati, con petali generalmente rosso scuro, sebbene siano presenti anche forme con petali giallastri. Lo stigma e lo stilo sono rosso scuro. Il frutto è sferico o arrotondato, con un pericarpo marrone, molto duro e spesso, generalmente più corto di 10 cm: è tra i frutti più piccoli dell'intero genere.
Velocità di crescita e sviluppo
Rispetto agli alberi bottiglia, il baobab del Madagascar cresce relativamente rapidamente. In letteratura viene citato l'esempio di alberi che, in condizioni tropicali favorevoli, dopo dodici anni hanno raggiunto un'altezza di 12-15 m e un tronco del diametro di 40-60 cm. Grazie a questa velocità, la specie viene talvolta indicata come potenziale fonte di legno e fibra liberiana a rapido accrescimento.
Nella coltivazione in contenitore nei climi temperati, la crescita è molto più lenta e dipende dalla quantità di luce e dalla durata della stagione calda. Nel primo anno, la piantina sviluppa da una decina a diverse decine di centimetri di fusto, con un evidente ingrossamento alla base; dopo alcuni anni, la pianta raggiunge solitamente un'altezza compresa tra mezzo metro e circa un metro. Il ritmo di sviluppo è determinato dal periodo di riposo: l'albero perde le foglie quando le giornate si accorciano e la temperatura diminuisce, e rimane spoglio per diversi mesi, utilizzando l'acqua e l'amido immagazzinati nel tronco.
Fioritura e riproduzione
In Madagascar, la fioritura avviene tra febbraio e aprile, cioè alla fine della stagione delle piogge, quando gli alberi sono completamente ricoperti di foglie (le foglie persistono indicativamente da novembre ad aprile). I fiori si aprono al crepuscolo e appassiscono all'alba: è un insieme tipico di caratteristiche dei fiori impollinati da insetti notturni. Gli impollinatori sono sfingidi dalla proboscide lunga, attratti dall'intenso profumo e dal nettare nascosto in un lungo tubo fiorale. I frutti maturano intorno a novembre.
Poiché i frutti hanno un guscio spesso e impermeabile, e gli alberi crescono spesso lungo i fiumi e proprio vicino alla costa, si presume che i semi siano dispersi dall'acqua. In coltivazione, l'unico metodo pratico di propagazione è la semina; le talee di ramo radicano con difficoltà e non formano un tronco altrettanto ben conformato. Gli studi sulla conservazione dei semi hanno dimostrato che i semi dei baobab sono ortodossi: tollerano l'essiccazione fino a circa il 5% di umidità e si prestano alla conservazione a lungo termine al fresco e in condizioni asciutte.
Esigenze ambientali e tolleranza
L'areale naturale della specie comprende il nord e il nord-ovest del Madagascar: dai dintorni di Antsiranana (Diego Suarez), all'estremità settentrionale dell'isola, lungo la costa occidentale fino alla regione del Sambirano; le segnalazioni provenienti da località più meridionali sono oggi generalmente attribuite alla specie affine Adansonia za. Cresce in foreste decidue secche e periodicamente umide, su substrati calcarei, arenacei e gneissici, sui versanti e nelle valli fluviali, talvolta a pochi metri dal mare. Gli studi genomici indicano che la differenziazione delle nicchie ecologiche di questa specie è determinata soprattutto dalla temperatura e dall'altitudine, e in misura minore dalle precipitazioni.
La pianta è completamente eliofila e, una volta radicata, molto resistente alla siccità, ma non tollera il gelo né un substrato umido e fresco per periodi prolungati. La zona minima in cui può crescere in piena terra è la USDA 10; al di sotto di circa 5°C i tessuti che immagazzinano acqua si danneggiano facilmente e, in condizioni di umidità, marciscono.
Coltivazione in clima temperato
Nelle regioni più fredde d'Europa il baobab del Madagascar viene coltivato esclusivamente come pianta in contenitore. La posizione dovrebbe essere il più soleggiata possibile: in estate il vaso può essere collocato su una terrazza o un balcone, al riparo dalle piogge prolungate. Il substrato deve essere molto drenante e minerale: una miscela di sabbia a grana grossa, perlite o pomice con una piccola aggiunta di terriccio universale funziona meglio del normale terriccio per piante in vaso. Il contenitore dovrebbe essere profondo, con ampi fori di drenaggio, perché la pianta sviluppa una radice fittonante ingrossata.
Durante la stagione di crescita le annaffiature devono essere abbondanti, ma sempre effettuate solo dopo che il substrato si è asciugato; la concimazione deve essere moderata, con un fertilizzante diluito a basso contenuto di azoto, una volta ogni poche settimane. In autunno, quando la pianta perde le foglie, riduciamo gradualmente le annaffiature quasi a zero e trasferiamo l'albero in un ambiente luminoso con una temperatura di 10–12°C o superiore; può svernare anche in un appartamento caldo, con illuminazione supplementare. In primavera, con la comparsa delle nuove foglie, riprendiamo le annaffiature. Il rinvaso ogni 2–3 anni in un contenitore leggermente più grande permette di controllarne le dimensioni; la potatura dei germogli dopo la stagione favorisce l'infoltimento della chioma e l'ingrossamento del tronco.
Impiego nell'orticoltura ornamentale
Nei climi tropicali e subtropicali il baobab del Madagascar viene piantato come esemplare isolato in parchi e giardini botanici e come albero ornamentale lungo i viali, apprezzato per la sua silhouette insolita e per la crescita più rapida rispetto ad altri baobab. In Europa il suo ambiente ideale sono le serre, le orangerie e la coltivazione in contenitore: è una pianta “caudiciforme”, il cui fascino risiede interamente nel tronco ingrossato. È perfetto per i bonsai nello stile dell'albero bottiglia: la caduta stagionale delle foglie consente di ammirare ogni anno la sola architettura del tronco e dei rami.
Oltre alle sue qualità ornamentali, la specie ha a volte un’utilità pratica in Madagascar: dalla corteccia si ricavano fibre, la polpa dei frutti è commestibile, sebbene sia considerata la meno gustosa del genere, e le radici cotte delle giovani piantine sono ritenute una buona verdura. Il legno, tenero e dalla crescita rapida, è stato studiato come potenziale materia prima per la cellulosa.
Importanza culturale e storia del genere
I baobab sono uno dei simboli del Madagascar: i celebri alberi del «Viale dei Baobab» nei pressi di Morondava appartengono in realtà ad Adansonia grandidieri, ma proprio su quest’isola vivono sei delle otto specie del genere, fatto che da tempo ha suscitato interrogativi sulla sua origine. Studi genomici pubblicati nel 2024 sulla rivista Nature hanno indicato che il centro d’origine più probabile dei baobab attuali è proprio il Madagascar e che la diversificazione delle specie malgasce avvenne circa 20-12 milioni di anni fa; dall’isola un antenato raggiunse l’Africa e un altro l’Australia. Il nome del genere Adansonia commemora Michel Adanson, naturalista francese che a metà del XVIII secolo descrisse il baobab africano del Senegal; l’epiteto madagascariensis significa semplicemente «del Madagascar».
A chi è adatta questa specie
Il baobab del Madagascar è indicato per gli appassionati di piante succulente e caudiciformi, i collezionisti di alberi rari e i coltivatori di bonsai alla ricerca di una specie dall’aspetto esotico. La semina richiede attenzione - scarificazione, calore e pazienza - ma la coltivazione successiva non è difficile, purché si garantiscano molta luce, un substrato drenante e uno svernamento asciutto. Non è una pianta adatta a chi desidera un esemplare dalla fioritura rapida né ai giardini in piena terra dei climi temperati.
Riepilogo
Adansonia madagascariensis riunisce caratteristiche che rendono i baobab così affascinanti - un tronco ingrossato che immagazzina acqua, fiori profumati notturni e un riposo stagionale - con dimensioni contenute dei frutti e una crescita relativamente rapida, risultando quindi adatta alla coltivazione in contenitore. Nella Lista Rossa IUCN la specie è attualmente classificata come a minor preoccupazione (Least Concern; nelle valutazioni precedenti era classificata come quasi minacciata), sebbene gli habitat nel nord del Madagascar si stiano riducendo a causa della deforestazione e i ricercatori raccomandino ulteriori studi sulla genetica delle sue popolazioni. Coltivarla da seme non è quindi solo un piacere, ma anche un piccolo contributo alla divulgazione di uno degli alberi più interessanti del mondo.