Descrizione

Euphorbia cooperi – Wilczomlecz Coopera

Euphorbia cooperi è una succulenta, euforbia arborea a candelabro originaria del Sudafrica, conosciuta in inglese come Bushveld Candelabra Tree. I fusti carnosi, con 4–6 ali, segmentati a formare una “collana di perle”, creano una corona a candelabro molto decorativa su un tronco grigio. È una pianta-scultura, apprezzata nelle collezioni di succulente.

Portamento e origine

La specie proviene dal bushveld del Sud e Est Africa – dal Sudafrica e Eswatini fino a Zambia e Tanzania, dove cresce su colline rocciose di granito. In natura raggiunge circa 7 m di altezza. I fusti sono dotati di spine corte e pari, e piccoli fiori giallo-verdi (ciati) compaiono alle estremità dei rami.

Esigenze colturali

Essendo una succulenta, richiede pieno sole e un substrato molto drenante, minerale, tipo cactus. Va annaffiata con parsimonia, lasciando asciugare il terreno – l’eccesso d’acqua provoca marciume. È adatta alla zona USDA 10 e non tollera il gelo; in climi temperati si coltiva in vaso, in inverno in luogo luminoso, asciutto e a temperatura positiva.

Attenzione: lattice

Il lattice di questa pianta è fortemente irritante e tossico. Il contatto con la pelle può causare vesciche, mentre con gli occhi può provocare gravi danni alla vista. Durante la potatura e il rinvaso è necessario usare guanti e proteggere gli occhi, tenendo la pianta lontana da bambini e animali.

Consulta la nostra guida alla semina di piante esotiche.

Semi di Euphorbia Cooperi - Euphorbia Cooperi

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    Descrizione

    Euphorbia cooperi – Wilczomlecz Coopera

    Euphorbia cooperi è una succulenta, euforbia arborea a candelabro originaria del Sudafrica, conosciuta in inglese come Bushveld Candelabra Tree. I fusti carnosi, con 4–6 ali, segmentati a formare una “collana di perle”, creano una corona a candelabro molto decorativa su un tronco grigio. È una pianta-scultura, apprezzata nelle collezioni di succulente.

    Portamento e origine

    La specie proviene dal bushveld del Sud e Est Africa – dal Sudafrica e Eswatini fino a Zambia e Tanzania, dove cresce su colline rocciose di granito. In natura raggiunge circa 7 m di altezza. I fusti sono dotati di spine corte e pari, e piccoli fiori giallo-verdi (ciati) compaiono alle estremità dei rami.

    Esigenze colturali

    Essendo una succulenta, richiede pieno sole e un substrato molto drenante, minerale, tipo cactus. Va annaffiata con parsimonia, lasciando asciugare il terreno – l’eccesso d’acqua provoca marciume. È adatta alla zona USDA 10 e non tollera il gelo; in climi temperati si coltiva in vaso, in inverno in luogo luminoso, asciutto e a temperatura positiva.

    Attenzione: lattice

    Il lattice di questa pianta è fortemente irritante e tossico. Il contatto con la pelle può causare vesciche, mentre con gli occhi può provocare gravi danni alla vista. Durante la potatura e il rinvaso è necessario usare guanti e proteggere gli occhi, tenendo la pianta lontana da bambini e animali.

    Consulta la nostra guida alla semina di piante esotiche.

    Nome botanico

    Euforbia cooperi

    FAQ

    Il succo di Euphorbia cooperi è pericoloso?

    Sì. Il succo lattiginoso è fortemente irritante e tossico: il contatto con la pelle può causare vesciche, mentre con gli occhi può provocare gravi danni alla vista. Quando si lavora con la pianta, è necessario indossare guanti, proteggere gli occhi e tenerla lontana da bambini e animali.

    La pianta è resistente al gelo?

    No. È una succulenta originaria del caldo bushveld, corrispondente alla zona USDA 10. In climi temperati si coltiva in vaso e si conserva in inverno in un luogo luminoso, asciutto e a temperatura positiva (indicativamente 5–12°C).

    Come annaffiare l’Euphorbia cooperi?

    Con parsimonia. Dalla primavera all’autunno dopo che lo strato superficiale del terreno è asciutto, in inverno molto raramente. Il rischio maggiore è l’eccesso d’acqua e il marciume: il terreno deve essere minerale e ben drenante.

    Quale esposizione preferisce?

    Pieno sole. Dopo l’inverno l’esposizione al sole diretto va aumentata gradualmente per evitare scottature ai germogli.

    Quanto tempo impiegano a germogliare i semi?

    Di solito 1–3 settimane a 20–25°C, anche se la germinazione può essere irregolare. Fondamentali sono la freschezza dei semi, il calore e un substrato sterile, drenante e senza eccesso di umidità.

    I semi sono difficili da seminare?

    Possono essere capricciosi, quindi la difficoltà complessiva è moderata. La coltivazione della pianta adulta è invece facile: bastano sole, drenaggio e annaffiature moderate.

    Per chi è adatta questa pianta?

    Per collezionisti di succulente e amanti delle piante con portamento architettonico. A causa del succo tossico non è consigliata in case con bambini piccoli o animali.

    Atlante delle piante - Euforbia cooperi

    Euphorbia cooperi – Wilczomlecz Coopera

    Euphorbia cooperi è una succulenta arborea della famiglia delle Euphorbiaceae, uno dei pochi veri rappresentanti "arborei" del genere Euphorbia. Proviene dal caldo bushveld del Sud e dell'Est Africa ed è apprezzata come pianta dal portamento architettonico marcato: i fusti carnosi e segmentati formano una corona a candelabro posta su un tronco nudo e grigio.

    Sinonimi e nomenclatura

    La specie è stata descritta da N.E. Brown (1907). Nel database POWO il nome a livello di specie è "pulito" – non presenta sinonimi. Si distinguono però tre varietà, e l’unico sinonimo più diffuso si trova a livello di varietà:

    • Euphorbia ussanguensis N.E.Br. = Euphorbia cooperi var. ussanguensis
    • varietà accettate: var. cooperi, var. calidicola, var. ussanguensis

    In inglese la pianta è nota come Bushveld Candelabra Tree, Transvaal Candelabra Tree e Candelabra Euphorbia; in afrikaans – Transvaalse kandelaarnaboom, in zulu – umhlonhlo. Il nome italiano Wilczomlecz Coopera è una traduzione commerciale.

    Descrizione botanica e aspetto

    In natura la pianta raggiunge solitamente circa 7 metri di altezza (fino a 9 m in casi estremi). Il tronco nudo e grigio arriva fino a 3 m di altezza e circa 35 cm di diametro, con cicatrici delle branche cadute, e sostiene una corona arrotondata e appiattita. I fusti succulenti sono carnosi, chiaramente 4–6 alati e segmentati, conferendo loro l’aspetto di una "collana di perle".

    Sui bordi legnosi delle ali si trovano spine corte (5–7 mm) in coppia, grigie con punte più scure. Le foglie sono ridotte e cadono rapidamente. Piccoli ciati giallo-verdi fino a dorati compaiono in gruppi alle estremità dei rami in primavera (settembre-ottobre nell’emisfero sud), seguiti da capsule trilobate con un rivestimento rossastro.

    Velocità di crescita e resistenza al gelo

    La crescita è lenta o moderata, tipica delle euforbie succulente arboree. La specie proviene da arbusti caldi e stagionalmente secchi e non tollera il gelo – la temperatura minima sicura è circa -3 a -4°C per brevi periodi, con terreno asciutto. Corrisponde alla zona USDA 10 (indicativamente 9b–11); in climi temperati la coltivazione in piena terra non è possibile.

    Coltivazione in clima temperato

    Euphorbia cooperi si coltiva in vaso come pianta ornamentale strutturale. Richiede pieno sole e un substrato minerale molto drenante, adatto a succulente e cactus. L'irrigazione deve essere parsimoniosa: dalla primavera all'autunno dopo che lo strato superficiale si è asciugato, mentre in inverno va fortemente limitata – l'eccesso d'acqua porta rapidamente al marciume di fusti e radici. L'inverno deve essere trascorso in un luogo luminoso, asciutto e a temperatura positiva, indicativamente tra 5 e 12°C; la pianta non deve essere esposta al gelo. L'esposizione al sole forte dopo l'inverno va aumentata gradualmente per evitare scottature.

    Coltivazione da semi

    I semi si seminano in primavera, eventualmente dopo un ammollo di circa un giorno, in un substrato caldo (20–25°C), sterile e molto drenante. La germinazione avviene solitamente entro 1–3 settimane, ma può essere irregolare e capricciosa – la freschezza dei semi, il calore e l'evitare l'eccesso di umidità, che favorisce il marciume dei germogli, sono fondamentali. La propagazione da talee è più semplice, ma la semina produce piante più sane e ben radicate autonomamente.

    Sicurezza – lattice

    Il lattice di Euphorbia cooperi è fortemente irritante e tossico per persone e animali. Il contatto con la pelle può causare vesciche, i vapori vicino alla pianta "che sanguina" provocano bruciore alla gola, e il contatto con gli occhi può causare gravi danni, inclusa la perdita della vista. Durante la potatura e il rinvaso è necessario lavorare con guanti e proteggere gli occhi, tenendo la pianta lontana da bambini e animali domestici.

    Uso e destinatari

    È principalmente una pianta da collezione e ornamentale-architettonica – un forte accento nella collezione di succulente, sul davanzale, balcone o terrazza in estate, così come in giardino d’inverno e serra. La coltivazione di esemplari adulti non è difficile (sole, drenaggio, poca acqua), ma la germinazione capricciosa dai semi e il lattice tossico fanno sì che la specie sia più adatta a collezionisti e persone con esperienza nella coltivazione di euforbie.

    Curiosità

    Il nome della specie ricorda Thomas Cooper, botanico inglese del XIX secolo che raccolse piante in Sudafrica. Il lattice corrosivo veniva usato dalla popolazione locale come veleno per la pesca – un fascio di erba imbevuto di lattice veniva gettato in acqua e i pesci paralizzati affioravano in superficie. A causa del lattice irritante, questa pianta non viene toccata né dal bestiame né dalla fauna selvatica.

    Riassunto

    Euphorbia cooperi è uno dei più spettacolari alberi di euforbie – la forma a candelabro, i fusti segmentati e le basse esigenze idriche la rendono una pianta-scultura ideale per collezioni di succulente. Richiede solo sole, buon drenaggio e cautela per il lattice tossico, e ricompensa con una silhouette caratteristica e "desertica" tutto l’anno.

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