Abelmoschus esculentus – gombo
Abelmoschus esculentus, noto come gombo o okra (lady’s fingers), è una specie della famiglia delle malvacee (Malvaceae), imparentata con ibisco, cotone e cacao. Originario dell’Africa orientale, si è diffuso nelle zone tropicali e subtropicali di tutto il mondo. Oggi è una delle principali piante orticole dei climi caldi, apprezzata per i giovani frutti commestibili, costituiti da capsule allungate contenenti i semi.
Caratteristiche botaniche
In natura il gombo è una pianta perenne, mentre nei climi temperati viene coltivato come annuale. Raggiunge un’altezza compresa tra 1 e 4 metri. I fusti possono presentare una colorazione rossastra, mentre le foglie sono grandi, palmate, generalmente pentalobate o eptalobate.
I fiori sono vistosi, gialli, con una caratteristica macchia centrale purpurea, che conferisce alla pianta un ulteriore valore ornamentale. I frutti sono capsule allungate e pentagonali, lunghe fino a 30 cm, contenenti numerosi semi. Raccolti allo stadio giovane, rimangono teneri e commestibili, mentre con il tempo diventano fibrosi.
Importanza culinaria ed economica
Il nome del genere Abelmoschus deriva dall’arabo, mentre il termine esculentus significa “commestibile”. In diverse parti del mondo la pianta è conosciuta con nomi locali: in Pakistan come bhindi, in Sud America come quimbombó e negli Stati Uniti come okra o gumbo.
I giovani frutti sono apprezzati per il sapore delicato e per la presenza di mucillagini vegetali, che conferiscono ai piatti una caratteristica consistenza vellutata. Nella cucina degli Stati Uniti meridionali costituiscono un ingrediente importante della tradizionale zuppa gumbo, mentre nell’Asia meridionale vengono spesso abbinati alla carne. In America e nei Caraibi sono utilizzati in stufati e piatti unici.
Si utilizzano anche altre parti della pianta. Le foglie giovani possono essere consumate come verdure a foglia, mentre i semi tostati costituiscono un sostituto del caffè privo di caffeina. Dai semi si ricava inoltre un olio vegetale dal sapore gradevole e dall’elevato contenuto di acidi grassi, che può raggiungere il 40%, conferendo alla specie un’ulteriore importanza economica.
Esigenze di coltivazione
L’okra richiede calore, pieno sole e un substrato ben drenato con pH compreso tra 5,8 e 7. Resiste alle alte temperature e alla siccità temporanea e tollera anche i terreni più pesanti, purché non vi siano ristagni d’acqua. Non sopporta però le gelate.
La coltivazione si effettua tramite piantine. I semi vengono seminati anticipatamente in contenitori e le giovani piante vengono trasferite a dimora dopo la fine del periodo freddo. Si consiglia di lasciare i semi in ammollo per una notte prima della semina, per accelerare la germinazione. La semina si effettua a una profondità di 1–2 cm, con una temperatura del substrato superiore a 20°C.
I primi fiori e frutti compaiono circa due mesi dopo la semina. Per preservare la migliore qualità culinaria, i frutti si raccolgono precocemente, quando raggiungono una lunghezza di 5–7 cm. Durante la crescita e la fruttificazione la pianta richiede annaffiature regolari e una posizione ben soleggiata.
Impiego in giardino
Nei climi temperati Abelmoschus esculentus viene coltivato stagionalmente, ma compare sempre più spesso nei giardini come pianta capace di unire la funzione produttiva a quella ornamentale. I fiori grandi e appariscenti e il portamento esotico la rendono un elemento interessante dell’orto.
È una specie adatta ai giardinieri alla ricerca di piante non solo gustose, ma anche originali dal punto di vista estetico. Il gombo produce frutti ricchi di fibre, vitamine e microelementi e, allo stesso tempo, rappresenta un’interessante varietà nella collezione di ortaggi della stagione estiva.
Abelmoschus esculentus – gombo (okra, lady’s fingers)
Abelmoschus esculentus, noto come gombo o okra (lady’s fingers), è una specie della famiglia delle malvacee (Malvaceae), imparentata con ibisco, cotone e cacao. Originario dell’Africa orientale, si è diffuso nelle zone tropicali e subtropicali di tutto il mondo. Oggi è una delle principali piante orticole dei climi caldi, apprezzata per i giovani frutti commestibili, costituiti da capsule allungate contenenti i semi.
Caratteristiche botaniche
In natura il gombo è una pianta perenne, mentre nei climi temperati viene coltivato come annuale. Raggiunge un’altezza compresa tra 1 e 4 metri. I fusti possono presentare una colorazione rossastra, mentre le foglie sono grandi, palmate, generalmente pentalobate o eptalobate.
I fiori sono vistosi, gialli, con una caratteristica macchia centrale purpurea, che conferisce alla pianta un ulteriore valore ornamentale. I frutti sono capsule allungate e pentagonali, lunghe fino a 30 cm, contenenti numerosi semi. Raccolti allo stadio giovane, rimangono teneri e commestibili, mentre con il tempo diventano fibrosi.
Importanza culinaria ed economica
Il nome del genere Abelmoschus deriva dall’arabo, mentre il termine esculentus significa “commestibile”. In diverse parti del mondo la pianta è conosciuta con nomi locali: in Pakistan come bhindi, in Sud America come quimbombó e negli Stati Uniti come okra o gumbo.
I giovani frutti sono apprezzati per il sapore delicato e per la presenza di mucillagini vegetali, che conferiscono ai piatti una caratteristica consistenza vellutata. Nella cucina degli Stati Uniti meridionali costituiscono un ingrediente importante della tradizionale zuppa gumbo, mentre nell’Asia meridionale vengono spesso abbinati alla carne. In America e nei Caraibi sono utilizzati in stufati e piatti unici.
Si utilizzano anche altre parti della pianta. Le foglie giovani possono essere consumate come verdure a foglia, mentre i semi tostati costituiscono un sostituto del caffè privo di caffeina. Dai semi si ricava inoltre un olio vegetale dal sapore gradevole e dall’elevato contenuto di acidi grassi, che può raggiungere il 40%, conferendo alla specie un’ulteriore importanza economica.
Esigenze di coltivazione
L’okra richiede calore, pieno sole e un substrato ben drenato con pH compreso tra 5,8 e 7. Resiste alle alte temperature e alla siccità temporanea e tollera anche i terreni più pesanti, purché non vi siano ristagni d’acqua. Non sopporta però le gelate.
La coltivazione si effettua tramite piantine. I semi vengono seminati anticipatamente in contenitori e le giovani piante vengono trasferite a dimora dopo la fine del periodo freddo. Si consiglia di lasciare i semi in ammollo per una notte prima della semina, per accelerare la germinazione. La semina si effettua a una profondità di 1–2 cm, con una temperatura del substrato superiore a 20°C.
I primi fiori e frutti compaiono circa due mesi dopo la semina. Per preservare la migliore qualità culinaria, i frutti si raccolgono precocemente, quando raggiungono una lunghezza di 5–7 cm. Durante la crescita e la fruttificazione la pianta richiede annaffiature regolari e una posizione ben soleggiata.
Impiego in giardino
Nei climi temperati Abelmoschus esculentus viene coltivato stagionalmente, ma compare sempre più spesso nei giardini come pianta capace di unire la funzione produttiva a quella ornamentale. I fiori grandi e appariscenti e il portamento esotico la rendono un elemento interessante dell’orto.
È una specie adatta ai giardinieri alla ricerca di piante non solo gustose, ma anche originali dal punto di vista estetico. Il gombo produce frutti ricchi di fibre, vitamine e microelementi e, allo stesso tempo, rappresenta un’interessante varietà nella collezione di ortaggi della stagione estiva.