Matematica nel piatto. Romanesco Natalino è un cavolfiore con infiorescenze giallo-verdi e coniche, formate da rosette disposte a spirale, ciascuna delle quali è una miniatura dell’insieme. Varietà medio-precoce, destinata alla coltivazione in pieno campo, particolarmente indicata per la raccolta autunnale. Il sapore si colloca tra quello del cavolfiore e del broccolo: delicato, leggermente nocciolato e croccante dopo la cottura.
In breve
- Tipo: cavolfiore romanesco, varietà medio-precoce
- Infiorescenze: rosette giallo-verdi, coniche e disposte a spirale
- Semina: aprile – maggio (in semenzaio)
- Trapianto: giugno – inizio luglio
- Raccolta: settembre – ottobre
- Esposizione: soleggiata, terreno fertile e umido
- Difficoltà: moderata – richiede un’umidità costante
- Numero di semi nella confezione: circa 300 pz. (1 g)
Cosa distingue questa varietà
Il romanesco è un tipo italiano di cavolfiore la cui infiorescenza cresce sotto forma di frattale: le rosette si dispongono secondo spirali logaritmiche e ciascuna ripete la forma dell’intera infiorescenza. Natalino è una delle varietà classiche di questo tipo: forma infiorescenze compatte, alte e coniche, di colore verde chiaro tendente al giallo, ben protette dalle foglie. La struttura è più compatta e meno acquosa rispetto a quella del cavolfiore bianco, perciò le rosette mantengono forma e croccantezza dopo la cottura.
La varietà è adatta alla coltivazione in pieno campo con ciclo autunnale: il trapianto tardivo (a giugno, al più tardi all’inizio di luglio) fa sì che le infiorescenze si formino nei mesi più freschi di settembre e ottobre. È importante perché il romanesco tende a formare infiorescenze irregolari con il caldo. Le temperature fresche autunnali influenzano positivamente anche il sapore: le rosette risultano più dolci.
Coltivazione passo dopo passo
Semina (aprile – maggio, in semenzaio): seminiamo in vassoi alveolati o vasetti, a una profondità di circa 1 cm, a una temperatura di 18–20°C. La germinazione avviene dopo 5–8 giorni. Dopo la germinazione garantiamo molta luce e una temperatura di 15–18°C: troppo caldo e poca luce producono piantine filate.
Ripicchettatura: se la semina è stata effettuata in cassette, ripicchettiamo le piantine allo stadio delle prime foglie vere in vasetti da 7–8 cm; nei vassoi lasciamo una sola pianta per alveolo. Una settimana prima del trapianto, abituiamo gradualmente le piantine all’esterno.
Trapianto (giugno – inizio luglio): trapiantiamo le piantine con 4–6 foglie a una distanza di 40 × 50 cm, in una posizione soleggiata e in un terreno fertile, ricco di humus, con pH 6,5–7,2. Dopo il trapianto annaffiamo abbondantemente. Il romanesco predilige una posizione precedentemente occupata da leguminose o un terreno ben concimato con letame in autunno.
Cure: le annaffiature regolari sono fondamentali: il cavolfiore non tollera la siccità durante la formazione delle infiorescenze. La pacciamatura aiuta a mantenere l’umidità. Concimiamo 2–3 volte durante la stagione, assicurando un adeguato apporto di calcio e boro (la loro carenza causa l’imbrunimento delle rosette). Il tessuto non tessuto o una rete proteggono dalla cavolaia e dalla mosca del cavolo. Raccogliamo quando l’infiorescenza è ancora compatta e le torrette sono ravvicinate.
Utilizzo
Il romanesco è scenografico in ogni preparazione: sbollentato brevemente con le torrette intere, come accompagnamento per pasta e risotti, cotto al forno con olio d’oliva, cotto al vapore oppure crudo in insalate e taglieri di verdure. È perfetto nella cucina italiana, per sformati e tempura. Grazie alla sua geometria straordinaria, è una delle verdure più belle da vedere nel piatto e nell’orto.
Consiglio del giardiniere
Non lasciare il romanesco troppo a lungo in pieno campo: quando l’infiorescenza raggiunge le dimensioni massime, le torrette iniziano a separarsi e perdono il caratteristico disegno nel giro di pochi giorni. Meglio raccoglierlo un giorno in anticipo che in ritardo. Dopo la raccolta, l’infiorescenza si conserva in frigorifero per circa una settimana, mentre le rosette sbollentate si prestano molto bene alla surgelazione.
Specifiche
| Nome latino | Brassica oleracea var. botrytis |
| Varietà | Romanesco Natalino |
| Colore delle infiorescenze | giallo-verde |
| Esposizione | soleggiata, terreno fertile e umido |
| Ciclo | pianta annuale (coltivata come annuale) |
| Periodo di semina | aprile – maggio (in semenzaio) |
| Periodo di trapianto | giugno – inizio luglio |
| Periodo di raccolta | settembre – ottobre |
| Distanza d’impianto | 40 × 50 cm |
| Peso netto | 1,00 g (~300 semi) |
| Linea | Tradizionale |
| Produttore | W. Legutko |
| Codice EAN | 5903837431557 |